Ogni tanto qualcuno mi dice che sono coraggiosa. Io invece ho paura di tutto. Di chi mi sorpassa troppo vicino, delle auto che spuntano agli incroci, delle gallerie, dei camion, dei pullman, delle superstrade, degli animali che potrebbero attraversare la strada all’improvviso. Da quando sono caduta in discesa sul bagnato, temo anche le discese e il bagnato. La lista è lunga. Potrei andare avanti per ore.

Eppure, parto.

L’idea di lasciare la moto in garage, di pensarla lì ad aspettarmi in silenzio, senza che possa far sentire la sua voce, mi tormenta. Dopo aver passato oltre 40 anni chiusa in garage, dimenticata da tutta la famiglia, non posso sopportare che stia ferma. È nata per muoversi, per fare strada. E io chi sono per impedirglielo? Lei ha così tanto da raccontare: la sua storia, il suo marchio, il suo passato nella mia famiglia. È come leggere un libro e viverne la trama. Ricordate La storia infinita? Mi sento come Bastian che segue le vicende di Atreiu, e poi… Amare un mezzo d’epoca è come immergersi nella storia, scoprendo di non esserne solo spettatori, ma protagonisti.
In sella alla mia Sertum 250 VL è come se potessi salvare i destini del mondo, vivendo in una dimensione sospesa, lontana dalla realtà, eppure incredibilmente reale. La mia moto mi trasporta verso emozioni inesplorate. Ogni volta che la guido vedo il mondo in modo diverso, con occhi nuovi: tutto attorno assume un’altra prospettiva, più vibrante, più spettacolare, a volte struggente.

Mentre guido, rido, canto, piango. Tutto può accadere.

Partire per un viaggio di più giorni è come andare verso qualcosa che non esiste, ma che prende forma nel momento in cui vedo Mina, chiudo l’aria, ritardo l’anticipo, cicchetto il carburatore e do un colpo alla pedivella d’avviamento. Al rombo del suo motore sento di poter arrivare ovunque, anche in capo al mondo.
Perché no? È solo una questione di tempo.
I limiti non sono certo nei mezzi, ma nella nostra testa.

Oggi, in 15 giorni potrei far un viaggio da sogno alle Hawaii. Ma con Mina posso sognare viaggiando, dal Nord al Sud d’Italia e tornare. E vuoi mettere? Con una moto d’epoca il mondo è una scoperta inaspettata, esattamente dove sei. Ogni volta è una magia quadridimensionale, un viaggio senza confini dentro me stessa.